{"id":18,"date":"2026-01-11T00:58:31","date_gmt":"2026-01-10T23:58:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.matteobononi.it\/blog\/?p=18"},"modified":"2026-01-14T15:33:03","modified_gmt":"2026-01-14T14:33:03","slug":"io-e-gli-agenti-appunti-sparsi-su-come-non-si-impara-a-lavorare-con-lia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobononi.it\/blog\/io-e-gli-agenti-appunti-sparsi-su-come-non-si-impara-a-lavorare-con-lia\/","title":{"rendered":"Io e gli agenti: appunti sparsi su come (non) si impara a lavorare con l\u2019IA"},"content":{"rendered":"\n<p>Negli ultimi tempi mi sono ritrovato a leggere parecchio sull\u2019<em>agentic coding<\/em>. Non che stessi cercando risposte definitive \u2014 pi\u00f9 che altro volevo capire se anche altri stessero vivendo le stesse strane sensazioni: quella miscela di curiosit\u00e0, frustrazione e sorpresa che ti prende quando provi a fare cose \u201cserie\u201d con un\u2019IA e ti accorgi che, a modo suo, funziona.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho letto articoli, post e thread sparsi in cui chi scrive raccontava il proprio approccio, i flussi di lavoro, i metodi. C\u2019\u00e8 chi lo fa in modo molto tecnico, chi pi\u00f9 filosofico, chi un po\u2019 spaesato. Io mi sono rivisto in questi ultimi: entusiasta, s\u00ec, ma spesso anche goffo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Io non so bene come si \u201clavora con l\u2019IA\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Diciamolo chiaro: non credo di saperlo davvero. Anzi, probabilmente sbaglio un sacco di cose. Ma ci provo, e ci provo sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Da anni cerco di infilare l\u2019IA dentro tutto quello che faccio \u2014 lavoro, progetti personali, piccoli esperimenti. A volte mi torna utile, altre mi fa perdere pi\u00f9 tempo di prima, ma quasi sempre qualcosa rimane: una scorciatoia nuova, un\u2019idea di organizzazione, un modo diverso di pensare il codice.<\/p>\n\n\n\n<p>E, per quanto sembri un paradosso, \u00e8 proprio questa confusione che mi piace: la sensazione che, anche senza sapere esattamente <em>come si fa<\/em>, qualcosa di buono riesco a tirarlo fuori lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I miei \u201cpezzi sparsi\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Negli ultimi due anni ho messo insieme una quantit\u00e0 assurda di piccoli progetti: gestionali in PHP, script, moduli, estensioni per Chrome, esperimenti in Python.<br>All\u2019inizio lavoravo come sempre, solo che \u2014 invece di aprire Stack Overflow \u2014 copiavo i pezzi di codice dentro ChatGPT.<br>Non c\u2019erano ancora strumenti seri per condividere contesto, e i file erano troppo grandi per farli leggere, quindi funzionava un po\u2019 come un dialogo spezzettato: io chiedevo, lui rispondeva, e poi incollavo tutto a mano nel progetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo le cose sono cambiate.<br>Con i modelli nuovi (prima 2, poi 3, poi 4\u2026) e con GitHub Copilot, ho iniziato a scrivere <em>commenti \u201cfurbi\u201d<\/em>, quelli in cui spieghi cosa dovrebbe fare una funzione o una parte del codice.<br>Era un modo per dargli una direzione, e piano piano l\u2019IA ha imparato davvero a seguirla.<br>Oggi, quando inizio un progetto, faccio preparare <em>il piano di sviluppo<\/em> direttamente a un agente: definisce gli step, le dipendenze, le funzioni. Io poi ci lavoro sopra.<\/p>\n\n\n\n<p>I file come <code>AGENTS.md<\/code> non me li sono inventati io \u2014 sono diventati una specie di standard (ricordo che all\u2019inizio c\u2019era <code>copilot-instructions.md<\/code>, poi Copilot \u00e8 passato a <code>AGENTS.md<\/code>, e via cos\u00ec).<br>Altri file invece s\u00ec, li ho creati io per aiutare l\u2019agente a orientarsi: per mettere dei guardrail, per ricordargli il contesto, per non perdere consistenza tra una sessione e l&#8217;altra e anche nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un progetto che nasce da altri progetti<\/h2>\n\n\n\n<p>Mentre leggevo di agentic coding, mi sono reso conto che non voglio scrivere l\u2019ennesimo articolo in cui racconto <em>quanto \u00e8 bello usare l\u2019IA<\/em>. Voglio fare qualcosa di <strong>pratico<\/strong>: costruire un posto dove tutta questa roba \u2014 questi miei tentativi, errori, pattern sbilenchi \u2014 possa prendere forma.<\/p>\n\n\n\n<p>Immagino un repository comunitario, ma non uno di codice puro. Piuttosto un <strong>laboratorio di metodi<\/strong>, un posto dove chi, come me, si arrangia con l\u2019IA, pu\u00f2 vedere come lavorano gli altri, prendere spunto, copiare, aggiustare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non un framework nel senso tecnico, ma una raccolta di esempi, buone intenzioni, appunti. Un archivio di pratiche, pi\u00f9 che di file <code>.php<\/code> o <code>.py<\/code>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come lo immagino (pi\u00f9 o meno)<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019idea sarebbe quella di farlo costruire <em>da un agente stesso<\/em>, usando come materiale i miei file <code>agents.md<\/code>, <code>plans.md<\/code>, ecc. Senza buttare dentro tutto il codice \u2014 solo i pezzi che raccontano il <em>modo di pensare<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni progetto reale diventerebbe un piccolo \u201ccampione\u201d da cui l\u2019agente estrarrebbe pattern, stili, strategie. E da l\u00ec verrebbe fuori un meta-progetto: un repository che mostra <strong>come si pu\u00f2 lavorare con l\u2019IA<\/strong>, anche in modo disordinato, ma onesto.<\/p>\n\n\n\n<p>E s\u00ec, anche questo progetto avr\u00e0 il suo <code>AGENTS.md<\/code>, perch\u00e9 se stiamo parlando di agentic coding, tanto vale essere coerenti: il framework deve costruirsi con le stesse regole che descrive.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u00c8 un esperimento<\/h2>\n\n\n\n<p>Non so dove porter\u00e0 questa cosa. Magari rester\u00e0 un\u2019idea, magari diventer\u00e0 qualcosa di utile. Per ora mi interessa pi\u00f9 il percorso che l\u2019arrivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi piace l\u2019idea di fare ordine nel caos, di raccogliere i pezzi e vedere che forma prendono. Mi piace anche pensare che, in fondo, tutti noi che smanettiamo con gli agenti siamo un po\u2019 nella stessa barca: curiosi, confusi, ma sinceramente affascinati.<\/p>\n\n\n\n<p>Se c\u2019\u00e8 una cosa che ho capito, \u00e8 che <strong>non serve essere esperti per fare cose interessanti con l\u2019IA<\/strong>. Serve solo avere voglia di provare, accettare che verr\u00e0 fuori qualcosa di imperfetto, e continuare a parlarci, a farci aiutare, a capire insieme come migliorare.<\/p>\n\n\n\n<p>E forse l\u2019<em>agentic coding<\/em> \u00e8 proprio questo: un modo per imparare a pensare insieme a qualcosa che pensa con te.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi tempi mi sono ritrovato a leggere parecchio sull\u2019agentic coding. 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