{"id":116,"date":"2026-01-27T17:31:01","date_gmt":"2026-01-27T16:31:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.matteobononi.it\/blog\/?p=116"},"modified":"2026-01-27T17:31:01","modified_gmt":"2026-01-27T16:31:01","slug":"tracciamenti-non-sapevo-cosa-fossero-ma-qualcuno-doveva-farli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matteobononi.it\/blog\/tracciamenti-non-sapevo-cosa-fossero-ma-qualcuno-doveva-farli\/","title":{"rendered":"Tracciamenti: non sapevo cosa fossero, ma qualcuno doveva farli"},"content":{"rendered":"\n<p>Non ho iniziato a occuparmi di tracciamenti perch\u00e9 mi appassionassero. Non era un obiettivo di carriera, n\u00e9 qualcosa che avevo pianificato di studiare. Semplicemente, a un certo punto <strong>serviva qualcuno che li facesse<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il contesto: fare un po\u2019 di tutto<\/h2>\n\n\n\n<p>All\u2019epoca lavoravo come consulente per altre aziende tre giorni a settimana, mentre dedicavo due giorni a GGS. In quei giorni seguivo progetti molto diversi tra loro:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>sviluppi custom (dashboard per ordini, integrazioni particolari)<\/li>\n\n\n\n<li>implementazioni specifiche sui siti<\/li>\n\n\n\n<li>alcuni progetti interni<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Nel frattempo nasceva Advertaria e il team marketing iniziava a lavorare in modo pi\u00f9 strutturato su Google Ads e Facebook. A quel punto emerse un problema molto concreto: <strong>i siti non erano pronti a tracciare nulla in modo serio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno doveva prendere in mano i siti e metterli in condizione di inviare dati a GA, Ads, Meta. Quel qualcuno, per esclusione, diventai io.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I primi tentativi: plugin e speranza<\/h2>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio non sapevo praticamente nulla di tracciamenti. I primi esperimenti furono molto pragmatici (e molto confusi):<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>plugin per installare Google Analytics<\/li>\n\n\n\n<li>altri plugin per Facebook Pixel<\/li>\n\n\n\n<li>Google Tag Manager inserito \u201cda qualche parte\u201d<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo era far andare tutto insieme. A volte funzionava. Spesso no. E quando funzionava, non era mai chiaro <em>perch\u00e9<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 che implementazioni, sembravano riti sciamanici: si seguiva una guida, si incrociavano le dita e si sperava che i dati arrivassero.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cercare spiegazioni (e trovare solo superficie)<\/h2>\n\n\n\n<p>Ho iniziato a cercare guide, articoli, tutorial. Quello che trovavo era quasi sempre lo stesso:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>articoli SEO-oriented<\/li>\n\n\n\n<li>tutorial molto pratici, ma superficiali<\/li>\n\n\n\n<li>video che si fermavano a \u201cinstalla GTM\u201d<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Quasi nessuno parlava davvero di:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>come dovrebbe funzionare un tracciamento<\/li>\n\n\n\n<li>cosa fosse l\u2019Enhanced Ecommerce<\/li>\n\n\n\n<li>che ruolo avesse il dataLayer<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Tutti spiegavano <strong>cosa cliccare<\/strong>. Nessuno spiegava <strong>cosa stesse succedendo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La documentazione ufficiale: giusta, ma complessa<\/h2>\n\n\n\n<p>Esisteva (ed esiste) la documentazione di Google. \u00c8 corretta, dettagliata, tecnica. Ma richiede tempo, concentrazione e soprattutto la capacit\u00e0 di adattarla a casi reali.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti siti con cui lavoravo non erano ecommerce \u201cda manuale\u201d, ma progetti piccoli, custom, speciali a modo loro. Applicare alla lettera la documentazione non era sempre possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema non era che fosse sbagliata. Era che <strong>non parlava la lingua della realt\u00e0 quotidiana<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quando ho imparato a dare un senso<\/h2>\n\n\n\n<p>A un certo punto ho iniziato a intuire che il problema non erano gli strumenti, ma il modo in cui li stavo guardando. I tracciamenti non erano una sequenza di click in un\u2019interfaccia, ma un flusso:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>un utente fa qualcosa<\/li>\n\n\n\n<li>il sito lo intercetta<\/li>\n\n\n\n<li>qualcuno lo comunica a qualcun altro<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Quando ho iniziato a ragionare cos\u00ec, molte cose hanno smesso di sembrare magiche. Ma questa \u00e8 una parte della storia che merita un articolo a s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 sto scrivendo questa serie<\/h2>\n\n\n\n<p>Non scrivo per insegnare \u201cil modo giusto\u201d di fare tracciamenti. Non esiste. Ogni sito \u00e8 diverso, ogni progetto ha vincoli propri.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivo perch\u00e9 avrei voluto leggere qualcosa di simile quando mi sono trovato anch\u2019io:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>perso tra plugin<\/li>\n\n\n\n<li>banner di consenso opachi<\/li>\n\n\n\n<li>tutorial che si contraddicevano<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Quello che leggerai nei prossimi articoli sono <strong>esperienze personali<\/strong>, cose che hanno funzionato, altre no, e soprattutto i concetti che mi hanno aiutato a fare ordine.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">E adesso?<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel prossimo articolo prover\u00f2 a spiegare una cosa semplice ma fondamentale: <strong>cosa sono davvero i tracciamenti<\/strong>, prima ancora di parlare di GA4, GTM o qualsiasi altro strumento.<\/p>\n\n\n\n<p>Se oggi ti senti un po\u2019 spaesato, probabilmente sei nel punto giusto per iniziare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ho iniziato a occuparmi di tracciamenti perch\u00e9 mi appassionassero. 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